La pittura è un’attività faticosa, un mestiere da muratore : si costruisce la struttura, s’intonaca, si
liscia, si dipinge, si ridipinge, si scrosta, si demolisce e si ricostruisce. E nel frattempo, si avanza e
si indietreggia in un va e vieni incessante che non bada a ostacoli. Il pittore è anche un DonChisciotte che insegue le immagini per fissarle con i mezzi e gli attrezzi che la propria immaginazione gli suggerisce, ma si ritrova a battersi con il riflessi di uno specchio deformante, sino ad arrivare se non a una riconciliazione, almeno a una tregua. In questa avventura ha i suoi santi patroni. Per me lo sono stati i maestri toscani del
medioevo, quelli delle avanguardie dell’800 e del 900 e gli autori contemporanei dell’illustrazione e del fumetto e della street art.